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Trivignano

Dati Statistici:

Popolazione ufficiale al censimento 2011: 1689

Popolazione al 31.12.2016: 1635

Saldo annuale nati/morti : -8

Saldo annuale migratorio: +23

Note storiche su Trivignano

A Trivignano, la chiesa parrocchiale di S. Teodoro Martire, consacrata nel 1663, è un edificio in sobrio stile barocco (sebbene appaiano evidenti rimaneggiamenti successivi); si ha però notizia di una costruzione preesistente, risalente sicuramente al 1306, anno in cui venne danneggiata da un incendio.

Attualmente si caratterizza per la presenza di una unica navata con presbiterio rialzato e quattro cappelle laterali; il portale in pietra risale al 1639.Esternamente, le statue settecentesche in pietra dei Santi Pietro e Paolo e l’interessante campanile con bifora campanaria completano l’area attorno all’edificio sacro, che appare rialzata rispetto al piano viario.

Nella chiesa si conservano i seguenti affreschi: nel soffitto del coro sono raffigurati gli Apostoli e la Trinità, opera attribuibile a Carlo Zorzi (1938); nella navata si ha la rappresentazione del l’Assunzione della Vergine, eseguita da Domenico Molinari nel 1783.Gli altari custodiscono altre pregevoli opere d’arte: per esempio, presso quello maggiore, trova collocazione una bella pala raffigurante S. Teodoro (sec. XVII), attribuibile forse alla mano di Leonardo Carlevarijs; presso quello settecentesco delle reliquie, oltre altre a marmi colorati e scolpiti, si custodiscono alcuni resti del Santo martire.

Si segnala anche la presenza del dipinto raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Giacomo, Girolamo e Nicolò, databile alla fine del sec. XVI, probabile opera di Giacomo Secante.Altrettanto importante sono la statua marmorea della Madonna del Rosario e la decorazione del coro (e della sagrestia), in legno intagliato, entrambi di buona fattura settecentesca.Di origini certamente più arcaiche è la chiesetta campestre di S. Michele in Selda: di tipologia trecentesca (è ricordata in un documento della prima metà del sec. XIV), si caratterizza per l’aula rettangolare e l’abside semicircolare; la facciata presenta una monofora campanaria con arco a tutto sesto e due finestrelle rettangolari riquadrate in pietra (forse materiale di recupero di epoca ottocentesca). Due lunette inferiate sono presenti lungo i fianchi dell’aula, attribuibili ad un intervento seriore.Il coronamento del tetto - relativamente alla zona absidale - è formato da caratteristici elementi in pietra, mentre nel resto dell’edificio risulta costituito da mattoni disposti a spigolo.

Il restauro del 1982 ha interessato il rifacimento del tetto, del pavimento e dell’area del sagrato; in tale occasione l’edificio è stato completamente intonacato.

L’interno, sobrio e privo di affreschi, si caratterizza per la presenza di un bel altare in muratura con mensa in pietra, risalente al sec. XVI e di uno seriore di legno decorato a finto marmo; la pala è un’opera recente e raffigura il Santo a cavallo.

L’abside appare rialzata e quasi semicircolare: questo farebbe supporre almeno due fasi diverse di ampliamento dell’edificio, avvenute in momenti diversi; l’arco trionfale è ornato da capitelli e da chiave di volta.

Lungo le pareti sono visibili alcune croci di dedicazione ridipinte: da fonti orali si è a conoscenza che esse ricalcano esattamente, per tipologia, quelle preesistenti; da notare anche un’acquasantiera in pietra (sec. XVI).

La chiesetta è tuttora meta delle rogazioni settembrine in occasione del dies natalis di S. Michele.

Dal punto di vista architettonico, nell’abitato di Trivignano si segnala la presenza di diverse dimore, fra le quali, per esempio, la Villa Elodia Rubini Cipollato Orgnani (sec. XVII), composta da un corpo centrale e due laterali. Quello principale presenta una scalinata a due rampe, che introduce all’ingresso, rialzato rispetto al suolo; sopra il piano nobile vi è il granaio.

L’edificio è dominato da un grande timpano, sormontato da tre statue; sono presenti anche due larghe lesene che contornano esternamente il salone principale; la residenza, immersa in un parco, è protetta da un muro di cinta merlato che la circonda interamente.

La Villa Valvason Strassoldo Attems (sec. XVII) è un complesso costituito dal corpo dominicale e dai fabbricati annessi isolati; a pianta rettangolare, l’immobile si sviluppa su tre piani e si caratterizza per un motivo di perfetta centralità di facciata, dove al portale d’ingresso corrisponde il tetto, che si distingue per la vela timpanata, affiancata da due pinnacoli.

La villa fu costruita dalla famiglia Valvason; di seguito passò ai Gallici e poi definitivamente agli Strassoldo.

La tradizione orale identifica questo edificio come "la dogana", in relazione forse al fatto che il confine austriaco si trovava nelle vicinanze.

monumento Si noti anche come lo stesso sia posto in asse con la strada bianca che conduce direttamente al guado sul torrente Torre: in tempi antichi, tale posizione, oltre ad essere un segno di prestigio, permetteva un controllo effettivo sui traffici e sulle persone provenienti da quella zona strategica.

All’inizio del borgo Zompicco (oggi via Maniago) è presente una delle più antiche case rurali del paese. E’ dotata di un interessante portale murato - in mattoni - e caratterizzato da possenti stipiti in pietra. Proseguendo lungo la stessa via, si incontra un complesso di pregio a pianta rettangolare allungata, sulla cui facciata è posto un bassorilievo raffigurante una croce di Malta; attigua è l’antica Villa dei conti di Maniago, che si presenta sempre con il corpo padronale a pianta rettangolare, ma con un annesso collegato ad L.

Si notano alcuni rimaneggiamenti di epoca neoclassica e l’originale muro di cinta in sassi lungo il lato ovest che circonda il giardino con pozzo.

Sempre a Trivignano, si riscontrano esempi di architettura Liberty: si tratta di edifici che sorgono direttamente sulla piazza; da ricordare anche il Monumento ai Caduti.